Il sebo, nemico o amico?
Parlando con le mie clienti mi sono reso conto che le domande più frequenti riguardano la detersione e che ognuno ha una propria idea del livello di pulizia del cuoio capelluto.
Una cute sana non è una cute asciutta e priva di sebo, ma una cute capace di autoregolarsi.
Vediamo allora come funziona la nostra cute:
Come la pelle del viso e del corpo, anche la superficie del cuoio capelluto ha la sua protezione naturale: il microbiota cutaneo.
Il microbiota è un insieme di organismi vivi; è la popolazione invisibile che abita la nostra cute. Non è un segno di “sporco”, ma un componente essenziale della barriera cutanea, vive in simbiosi con il sebo e ne regola gli equilibri Proprio come l’intestino ha la sua flora batterica, anche la pelle ha il suo ecosistema.
Un altro elemento fondamentale per l’equilibrio del cuoio capelluto è il sebo.
Il sebo è una miscela complessa di lipidi, e molti microrganismi commensali, naturalmente presenti sulla cute, lo utilizzano come fonte di nutrimento, in particolare, Cutibacterium acnes e Malassezia spp., due lieviti lipofili. Quando il sebo è equilibrato, questi microrganismi vivono in armonia con la cute e contribuiscono alla sua protezione.
Lavare i capelli troppo frequentemente, soprattutto con detergenti non adatti, può alterare l’equilibrio naturale tra sebo, barriera cutanea e microbiota.
Ogni lavaggio elimina parte del film sebaceo che protegge cute e capelli, e se i lavaggi sono troppo ravvicinati o i prodotti troppo sgrassanti, la cute perde la sua barriera lipidica naturale, diventa più reattiva e tende a produrre nuovo sebo in eccesso: sembra che i capelli si sporchino più in fretta e si finisce per lavarli ancora più spesso, entrando così in un circolo vizioso.
Avere la cute pulita è una sensazione piacevole e normale, ma non serve lavare i capelli ogni giorno per ottenerla, basta modulare la frequenza dei lavaggi e affidarsi periodicamente a trattamenti specifici per la cute.
Meglio orientarsi verso shampoo seboregolatori, piuttosto che “anti-grasso”: la cute non è una padella da sgrassare, ma un sistema delicato da riequilibrare.
Ognuno di noi ha una propria combinazione di esigenze, abitudini e caratteristiche cutanee. È per questo che lo shampoo perfetto per qualcuno può non funzionare su un altro tipo di cute. In questi casi, farsi consigliare da un professionista è sempre la scelta più saggia e conoscere la propria cute e i suoi bisogni aiuta a scegliere prodotti davvero mirati.
Quando proviamo un nuovo shampoo, diamo modo alla cute di adattarsi. Ci vuole pazienza perché la sensazione immediata di schiuma o profumo non dice tutto, quello che conta davvero è come reagisce nel tempo.
Ma cosa succede, al contrario, quando le ghiandole sebacee producono poco sebo?
Perdendo la sua naturale protezione idrolipidica, la pelle del cuoio capelluto inizia a diventare secca, tesa e può desquamarsi, si avverte la sensazione di “cute che tira” o pizzica, i capelli diventano opachi e più fragili.
Quando il sebo è scarso, la cute è come un terreno senz’acqua: perde vitalità e si screpola.
In conclusione, la cute perde equilibrio sia in presenza di un eccesso di sebo, sia quando quest’ultimo è scarso.
Il sebo e il microbiota sono solo due protagonisti di una storia molto più complessa, capirli fino in fondo significa capire la cute e il suo linguaggio.
E questo merita sicuramente qualche altro capitolo.
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